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Declino cognitivo,
le donne più coinvolte degli uomini:
Alzheimer e menopausa fra le cause
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Sabato 21 Aprile 2018

si è celebrata la Giornata Nazionale

della Salute della Donna

DECLINO COGNITIVO, PERCHÉ LE DONNE SONO PIÙ COINVOLTE?  
Con l’aumentare dell’aspettativa di vita, il declino cognitivo e lo sviluppo di demenze sono diventati argomenti di sempre maggiore importanza e urgenza.
 
Nello specifico uno studio italiano ha evidenziato come le donne, nell’arco della loro esistenza, siano esposte a un rischio Alzheimer quasi doppio rispetto agli uomini. «Questo dato, che in parte viene spiegato dalla maggiore longevità delle donne, è anche da attribuire a fattori genetici e a un più basso grado di scolarizzazione - spiega Vincenzo Di Lazzaro, Professore Ordinario e Direttore della Neurologia del Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma che aggiunge - Le donne si trovano non solo ad affrontare la malattia di Alzheimer da pazienti, ma per via del ruolo che da sempre rivestono nella società, sono anche direttamente coinvolte nella gestione e nell’assistenza dei familiari affetti da questa forma di deterioramento cognitivo. È stato infatti rilevato che circa il 60-70% dei pazienti affetti da demenza viene assistito da soggetti di sesso femminile (il cosiddetto caregiver), che affronta con il paziente il difficile percorso della malattia, con tutte le problematiche individuali e sociali che ne derivano».  
 
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Dott. Claudio NOVALI

Evitare amputazioni da ostruzione delle arterie
con la prevenzione: nasce Titoccotoccati.
Presidente il professor Claudio NOVALI,
direttore della Divisione di Chirurgia Vascolare
dell’ospedale di Cuneo.
 
Ogni anno in Piemonte
si effettuano più di 1.000 amputazioni
di arti inferiori per cause vascolari.
Il 60% di questi interventi potrebbe essere evitato.
 
Diagnosi precoci possibili... 
 
                       con l’autopalpazione del piede.
 
 
L’ostruzione delle arterie degli arti inferiori è una patologia grave e molto più diffusa di quanto si possa immaginare: colpisce dal 5% all’ 8% della popolazione ed oltre il 20% delle persone con più di 70 anni. È anche una importante causa di disabilità: solo in Piemonte vi sono ogni anno più di 1.000 amputazioni per questa malattia.
Per formare e informare il personale sanitario e i pazienti è nata l’Associazione scientifico-culturale Titoccotoccati.
 
Fondatore e Presidente di Titoccotoccati, il professor Claudio Novali, Direttore della Divisione di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, che spiega: “L’arteriosclerosi è la prima causa di morbi-mortalità nelle società moderne ed evolute, un vero e proprio “tumore” diffuso e devastante. Le arteriopatie periferiche potrebbero essere individuate per tempo con semplici autopalpazioni dei piedi ed ecco perché il gioco di parole: Titoccotoccati. Diagnosi precoci e cure adeguate, oltre a corretti stili di vita sin dall’età giovanile, consentirebbero di evitare il 60% degli interventi chirurgici”.
“Pur essendo un problema di grande impatto socio-sanitario – prosegue Novali – questa malattia è sottostimata dagli stessi medici di base. L’esperienza clinica quotidiana nella gestione di questo tipo di pazienti fa emergere come molti di loro siano arrivati a stadi avanzati della malattia senza essere mai stati sottoposti all’esame della pulsazione delle arterie, cioè dei battiti, a livello del piede sul dorso e sullo stinco. Un gesto molto importante specialmente nella popolazione degli ultrasettantenni”.
L’autodiagnosi è dunque facile: “È semplice, sebbene richieda un po’ di attenzione e di allenamento, e gli eventuali falsi allarmi di chi crede di non avere più le pulsazioni, non sono un rischio, ma semmai lo sprone a farsi aiutare dal proprio medico”.
I dati dell’Osservatorio epidemiologico nazionale fanno emergere come in Italia ogni anno vengono eseguite per cause vascolari 10 mila amputazioni “maggiori” (coscia, gamba, piede): “Numeri drammatici, anche perché tra i pazienti sottoposti a intervento di amputazione la prognosi è infausta nel 30% dei casi entro i dodici mesi successivi. E poi bisogna pensare al costo personale e familiare in termini emotivi ed economici e a quello sociale a carico della comunità, che ha il dovere di gestire questi pazienti”.
“Titoccotoccati" pensa di lanciare una campagna regionale e, se possibile, nazionale sulla prevenzione delle amputazioni per cause vascolari e si è data tre livelli di intervento a tempi brevi: un primo livello educazionale, con l’avvio nel prossimo anno di incontri nelle scuole per motivare i ragazzi a comportamenti alimentari e fisici di tipo virtuoso; un secondo di prevenzione, facendo degli screening di questa malattia fra gli ospiti di alcune Case di riposo della provincia di Cuneo: infine un livello di ricerca, attraverso un progetto clinico-epidemiologico attuato con un gruppo di medici di Medicina generale di Cuneo, per identificare i pazienti a rischio di amputazione, per la loro presa in carico terapeutica e per stilare per ognuno una “Carta del rischio vascolare”.
 
Titoccotoccati vuole mettere al centro il paziente anziano, promuovere stili di vita sani, nell’alimentazione e nel movimento, che prevengano l’arteriosclerosi, patologia cronica tipica della società moderna e occidentale, mettere a punto programmi di educazione nelle scuole e per le persone della terza età, organizzare screening sul territorio, programmi di ricerca, congressi e convegni sulle malattie vascolari, lanciare campagne di formazione sui test di autodiagnosi.
 
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